sabato 28 maggio 2016

SISTEMA IMPRESA

02-05-2013

Internazionalizzazione. Sistema Commercio e Impresa incontra il coordinatore Ice per la Cina.

Tazza: “Abbiamo aperto un canale importante per le nostre aziende”




Un summit sul commercio ad altissimo livello. Martedì 16 aprile 2013 il presidente di Sistema commercio e impresa Berlino Tazza ha incontrato a Milano Antonino Laspina, coordinatore generale della rete Ice in Cina.

L'Ice è l'Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle realtà produttive del nostro Paese.

«La rinascita di Ice riapre la via della seta alle imprese Italiane» ha esordito Laspina nel colloquio con Tazza. Molto soddisfatto al termine dell'incontro il presidente della confederazione. Laspina, per soli sette giorni in Italia, ha fornito indicazioni molto importanti. Un canale che ora Sistema Commercio e Impresa vuole mettere a disposizione delle imprese.

 

 

Presidente Tazza, perché avete messo in agenda questo incontro con l’Ice?
Per due motivi. Dopo un suo precoce pensionamento Ice rinasce con nuove strategie e nuovi riferimenti nel mondo che è opportuno approfondire. Il secondo motivo perché Sistema Commercio e Impresa ritiene l’agenzia un formidabile strumento utile alle imprese per l’internazionalizzazione delle imprese.

 

 

Il tema dell’internazionalizzazione è considerato decisivo per il 'Sistema Italia'. Perchè?
Molti degli indicatori macroeconomici del Paese segnano il passo tranne uno, quello dell’export, che nel 2012 ha registrato un più 5%.

 

 

Quindi per crescere occorre iniziare a guardare all’estero?
I segnali vanno chiaramente in questa direzione. Purtroppo tante imprese italiane si trovano poco attrezzate per varcare i confini nazionali nonostante manifestino una forte volontà di conoscere meglio i mercati esteri, le opportunità che offrono e le modalità per operare con maggiore efficacia in ciascun Paese. Hanno bisogno di aiuto.

 

 

Quali sono oggi i mercati più promettenti?
I cosiddetti Brics: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Basti pensare che questi  paesi già nel 2011 hanno superato gli Stati Uniti in beni importati. Esiste poi un tema di qualità della crescita che interessa i Brics e che avvicina progressivamente la loro domanda alle caratteristiche dell'offerta di Made in Italy. L’aumento del reddito e del turismo e l’allargamento di un vero e proprio ceto medio sono fattori che possono facilmente accelerare la penetrazione dei beni italiani notoriamente di alta qualità.

 

 

Quali sono le modalità per intraprendere un processo di internazionalizzazione?
Le strategie sono principalmente tre. Esportazione di beni tramite buyer, importatori e distributori. Esportazione di beni per mezzo di una propria filiale estera. Produzione di beni fatta in loco, direttamente all’estero.

 

 

Quali sono i pro e i contro?
Nel primo caso l’impresa arriva sul mercato estero affidandosi  a buyer, importatori e distributori che si occupano direttamente  della commercializzazione del prodotto. E’ la modalità più semplice per testare un mercato internazionale. Con una propria filiale estera, invece, una struttura di agenti si occupa di cercare i clienti sul mercato per conto dell'impresa produttrice. Questa seconda modalità è più strutturata rispetto alla precedente perché  richiede investimenti maggiori a fronte, però, di un controllo superiore del mercato. Infine, attraverso la realizzazione di insediamento produttivo all’estero, l’impresa manifesta una forte volontà di voler dominare tutte le fasi della catena del valore. Questa scelta comporta un maggior rischio di investimenti ed un approccio di più lungo periodo.

 

 

Sistema Commercio e Impresa cosa suggerisce alle imprese?
Dipende dalle loro capacità manageriali e finanziarie. Tipicamente però suggeriamo di produrre in Italia ed esportare all’estero. Perché così si riesce a controllare la qualità della produzione targandola Made in Italy. Perché si garantisce lavoro agli operai qualificati italiani e si tutela il tessuto industriale del Paese.

 

 

Avete iniziato dalla Cina. Che idea si è fatto dopo l'incontro con Laspina?
La Cina oggi offre molte possibilità per le nostre imprese. Il mercato cinese è caratterizzato da un elevato tasso di crescita: 7%. Un espansione del mercato interno. Forti investimenti governativi a sostegno dello sviluppo. Politiche del Go West. In particolare le opportunità per le imprese italiane sono legate al settore dei beni di consumo data l’elevata capacità di spesa nelle aree urbane della Cina in cui si trovano milioni di potenziali consumatori di prodotti Made in Italy.

 

 

Avete avuto richieste specifiche dalle imprese?
Abbiamo voluto incontrare Laspina anche perchè stiamo accompagnando diverse imprese in un percorso di internazionalizzazione su Shanghai. Ci stiamo adoperando per garantire loro un’efficace partecipazione a Fiere del settore, stiamo studiando percorsi formativi nei confronti del loro personale mirati a sostenere il processo di internazionalizzazione aziendale e ci siamo resi disponibili a valutare eventuali esigenze di finanziamento. Molte di queste imprese lavorano nel campo alimentare e vogliono agire in rete per portare i propri prodotti sul mercato cinese. Un Made in Italy caseario e vinicolo.

 

 

Da qui l'incontro con il responsabile dell'Ice...
Esattamente. Laspina si occuperà di fornire tutta l’expertise Ice in materia di prassi doganali e bancarie, metodologie commerciali, usi e costumi locali, strumenti contrattuali nonché tutti gli altri numerosi servizi a valore aggiunto dell’agenzia. Il commercio è fatto di prodotti, logistica, ma anche e soprattutto di relazioni umane costruite sul prestigio degli interlocutori e sulla loro competenza. L'Ice, sotto questo punto di vista, è una garanzia.

 

 

 

Nella foto: da sinistra Antonio Laspina, coordinatore generale della rete Ice in Cina e Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa.

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