martedì 28 giugno 2016

SISTEMA IMPRESA

18-06-2013

Il decreto legge 54/2013 affronta l’emergenza della Cassa integrazione in deroga

Tazza: «La formazione è uno strumento indispensabile alla tenuta delle imprese. Non demoliamo il sistema»




In un momento critico come quello attuale, la confederazione Sistema Commercio e Impresa è fortemente contraria a togliere alle imprese quelle risorse che normalmente vengono destinate alla formazione dei dipendenti poiché rappresenta l’unico strumento di politiche attive del lavoro finalizzato ad accrescere la tanto ricercata competitività aziendale. Ne abbiamo parlato con il presidente della confederazione Berlino Tazza.

 

Presidente, perché la formazione è tanto importante per le imprese?

In una fase storica in cui ad ogni impresa è richiesta una sempre maggiore capacità di innovarsi, la formazione rappresenta l’unico strumento per  rilanciarne la competitività. Il datore di lavoro può avvalersi di personale sempre aggiornato, al contempo al lavoratore è data possibilità di accrescere le sue competenze così da potersi meglio spendere sul mercato del lavoro.

 

Ma le risorse sottratte alla formazione verrebbero utilizzate per rifinanziare la CIG, come vuole il DL n.54 del 21.05.2013. Non ritiene questa un’azione necessaria per le imprese e per i loro lavoratori?

Certo che lo è. La scelta di rifinanziare la CIG per attenuare gli effetti sociali della crisi è un’azione doverosa. Crediamo però che accanto alle politiche passive debbano esserci interventi di politiche attive. Perciò la confederazione sostiene che le risorse da utilizzare non debbano essere quelle destinate ai fondi interprofessionali.

 

Perché? Che peso hanno i fondi interprofessionali sul sistema paese?

I fondi interprofessionali rappresentano lo strumento principe per le aziende italiane che vogliono investire in competitività e professionalità, a costo zero. Nel biennio 2011-2012, i fondi interprofessionali hanno impegnato negli avvisi pubblici circa 550 milioni di euro. Complessivamente, dal 2004 ad oggi, sono oltre 2 miliardi di euro le risorse messe a bando ed utilizzate dalle imprese aderenti per formare i dipendenti. Un meccanismo, quello dei fondi interprofessionali che in 10 anni, come si evince dai dati che ho riportato, ha prodotto buoni frutti e che rimarca come le imprese in Italia siano cresciute, anche grazie agli interventi formativi.

 

Dal momento che anche lei sostiene la necessità del rifinanziamento della CIG, dove si possono reperire allora le risorse?

Si possono utilizzare le risorse cosiddette “inoptate”, cioè quelle riconducibili alle imprese non aderenti ad alcun fondo interprofessionale. Non si andrebbero in questo modo a dissipare le risorse accantonate dalle imprese che hanno deciso di investire nel loro futuro attraverso la formazione. Andremmo ad intaccare un sistema virtuoso che sta dando una mano consistente alla tenuta del tessuto economico italiano.




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