lunedì 30 maggio 2016

SISTEMA IMPRESA

24-06-2013

La media-conciliazione torna obbligatoria

Tazza: «Un intervento importante che riprende il percorso verso la semplificazione e la velocizzazione della giustizia».




Il decreto legge 69/2013 in vigore dal 22 giugno 2013 (cd “Decreto Fare”) torna a rendere obbligatoria la mediazione finalizzata alla conciliazione tra le parti come condizione di procedibilità per il giudizio in tribunale per alcune materie quali:  condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, affitto di aziende, contratti assicurativi, bancari e finanziari, comodato, responsabilità medica, diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità. Restano esclusi dal decreto gli “incidenti stradali”.

Viene dunque confermata l’obbligatorietà ma ridotto il perimetro, la durata e il costo del procedimento. Il decreto riconosce un ruolo di primo piano agli avvocati rendendo i legali mediatori di diritto per il solo fatto dell’iscrizione all’Albo.

Di seguito elencate le principali novità:

  1. la procedura di mediazione si svolge solo a seguito del consenso delle parti raccolto in un incontro preliminare informativo e di programmazione (art. 8, comma 1);
  2. solo lo svolgimento dell’incontro preliminare informativo è condizione di procedibilità (per le materie indicate) e deve svolgersi entro 30 giorni dal deposito dell’istanza a costi massimi molto contenuti (art. 17, comma 5 bis);
  3. le controversie di Rc auto sono escluse dalle materie per cui è previsto l’incontro di programmazione;
  4. il giudice può ordinare, e non solo invitare, in mediazione le parti indicando l’organismo;
  5. ai fini dell’omologa, il verbale di accordo deve essere firmato da tutti gli avvocati che assistono le parti;
  6. la durata massima dell’intera procedura è stata ridotta a 3 mesi;
  7. gli avvocati sono mediatori di diritto.

 

«Era il 22 marzo 2011 quando Sistema Commercio e Impresa, come da Decreto Legislativo n.28/2010, sanciva la nascita dell’organismo di mediazione della confederazione» ha ricordato Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa. «Siamo stati tra i primi  ad attivare un organismo di mediazione ma anche ad istituire un corso di mediazione attraverso il Cat Asvicom, l’ente di formazione di cui si avvale la Confederazione» ha continuato Tazza.

Poi la Corte costituzionale, con la sentenza 06.12.2012 n° 272, aveva sentenziato l’illegittimità costituzionale del d.lgs. 4 marzo 2010 nella parte in cui aveva previsto il carattere obbligatorio della mediazione.

«Una pronuncia inattesa, che spiazzò coloro i quali, come noi, avevano creduto nella mediazione. Non solo a livello filosofico - eravamo infatti convinti che l’obbligatorietà della mediazione facesse parte di un progetto di riforma della Giustizia italiana – ma anche a livello concreto tanto che, come associazione, avevamo investito tempo e denaro per l’organizzazione di mezzi e persone che potessero offrire un servizio di interesse pubblico. Inoltre diversi professionisti esterni appartenenti al mondo economico avevano intrapreso un percorso professionale dedicato e , invece, si sono trovati a metà del guado».

E sottolinea il Presidente Tazza: «Oggi, il ritorno dell’obbligatorietà, rimette in moto il percorso in cui avevamo creduto. L’istituto della mediazione è molto importante per i nostri associati che spesso si trovano a dover affrontare controversie civili e commerciali su materie che riguardano molto da vicino le imprese. In virtù di tali considerazioni la Confederazione sta valutando la possibilità di riattivare il servizio dell’organismo di mediazione».

 

 

 

 

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