lunedì 25 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

09-08-2013

Il Decreto Lavoro è legge: oltre 190 mila PMI sono pronte ad assumere giovani.

Tazza: «Una buona misura per le PMI, ma serve ulteriore coraggio per ridurre il cuneo fiscale in riferimento al costo del lavoro»




Il nuovo incentivo per assumere a tempo indeterminato giovani tra i 18 e i 29 anni è diventato legge. Secondo una rilevazione eseguita da Unioncamere, su richiesta del Ministero del Lavoro, sono circa 190mila le piccole e medie imprese orientate a utilizzare lo sgravio contributivo (per 18 mesi, o 12 mesi in caso di trasformazione di un rapporto a tempo, con un tetto mensile di 650 euro). Di queste imprese, 54mila operano al Sud, altre 54mila al Nord-Ovest, 41mila nel Nord-Est e 40mila nel Centro. Si confermano più propense a fruire del nuovo incentivo le imprese esportatrici e quelle innovative.

 

Sempre secondo l’indagine Unioncamere – realizzata attraverso interviste rivolte a un campione di oltre 10mila imprese – più del 76% delle aziende è a conoscenza dell’agevolazione varata dal Governo. Si supera l’80% per le aziende con un numero di addetti compreso tra 10 e 49 unità. Un esempio pratico: se un’impresa di 10 addetti stabilizza due giovani con la decontribuzione per 18 mesi, il beneficio sarà di una riduzione complessiva di 4 punti di cuneo su tutti e 12 i dipendenti. Ipotizzando un utilizzo medio di 8mila euro per ogni nuovo assunto, la stima del ministro del lavoro Enrico Giovannini è di poter creare almeno 100mila nuovi posti di lavoro. Per le imprese che non prevedono nuove assunzioni a tempo indeterminato, il Decreto Lavoro semplifica comunque altre forme contrattuali (in primis i contratti a termine). L’incentivo è finanziato, fino al 2016, con 794 milioni, e se la misura avrà successo, nei prossimi mesi, auspicando anche l’inizio dell’annunciata ripresa economico-produttiva, potrà essere ulteriormente finanziata.

 

Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa, esprime una duplice soddisfazione per l’entrata in vigore della nuova legge: «Dai dati rappresentati, 190mila PMI, la maggior parte delle quali non avrebbe assunto in assenza di questa misura, otterranno vantaggi economici proprio grazie al nuovo intervento. In secondo luogo il Decreto Lavoro prova a porre rimedio ad una piaga del nostro paese, la disoccupazione giovanile, che nella fascia compresa tra i 18 ed i 29 anni tocca punte del 25%. In autunno però – aggiunge Tazza - dovranno essere varate ulteriori misure per agganciare la ripresa: in primis ci si dovrà concentrare sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese attraverso una completa strategia di liquidazione, nonché impostare senza indugio un percorso che conduca ad una maggiore flessibilità del lavoro. Per questo motivo auspichiamo continuità al Governo Letta - conclude il presidente Tazza – perché il paese oggi più che mai ha bisogno di stabilità».

 

 

Nella foto: Enrico Giovannini, dal 28 aprile 2013 è il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta. Nel riquadro: dott. Berlino Tazza, presidente Sistema Commercio e Impresa.

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