mercoledì 25 maggio 2016

SISTEMA IMPRESA

17-12-2013

Il monito di Napolitano: attenzione al malessere collettivo. Il voto non ora.

Tazza: "Le scosse sociali preoccupano, curare il disagio e garantire riforme con soluzioni concrete"




Il discorso di  Giorgio Napolitano – fatto in occasione degli auguri alle alte cariche istituzionali - pone l’accento sull’urgenza di trovare una soluzione al malessere che sta dilagando nel Paese.

«Un discorso, quello fatto dal Presidente della Repubblica, che fa luce sugli avvenimenti sociali che stanno mettendo in disordine diverse città italiane» ha commentato il Presidente Berlino Tazza.

«In questo scenario economico, tuttora segnato dalla recessione, è ancora più alta la possibilità che le scosse sociali sfocino in violenza. La protesta dei “forconi” fa leva proprio sulla debolezza che nasce dalla condizione di tante, troppe famiglie e imprese italiane. Benché contestare pubblicamente la propria contrarietà ad azioni o provvedimenti sia un diritto di ognuno, spesso a movimenti di opposizione di piazza si associano azioni di violenza e ideologie fuorvianti, che allontanano i cittadini dal reale senso critico necessario per crescere ed essere costruttivi. Quello di cui oggi c’è davvero bisogno sono risposte concrete ai problemi reali delle persone. Auspichiamo dunque che il Governo oggi resti unito per portare a termine le riforme di cui il Paese ha estrema necessità.

Ci associamo dunque all’appello del presidente Napolitano e al buon senso di coloro a cui è stato dato compito di portare avanti la rinascita del nostro paese. Qualche timido segnale di ripresa c’è e deve rappresentare l’obiettivo verso cui tendere»

 

 


 

 

Cosa sta succedendo …


IL MOVIMENTO DEI FORCONI

Il movimento dei Farconi, dati Wikipedia alla mano, è un movimento politico italiano, che si definisce apartitico, fondato in Sicilia  nel 2012 da Mariano Ferro, un imprenditore agricolo di Avola. L’ondata di protesta sta dilagando in questi giorni in diverse località e città italiane mobilitando i malcontenti di diverse categorie sociali e lavorative con declinazioni di protesta e rabbia.

Un’eterogeneità dettata proprio dai diritti universali  rivendicati dal movimento che si fa così portavoce di un preoccupante e debilitante malessere sociale diffuso.

Aderiscono al movimento dei forconi: autotrasportatori, agricoltori siciliani, imprenditori del Nord Est, operai, infermieri e professori precari, movimenti per la casa, madri, venditori di mercati ma anche ultras delle tifoserie, esponenti di movimenti di estrema destra ed estrema sinistra.

 

LE MOTIVAZIONI

Tra le varie rivendicazioni: la sovranità monetaria, una nuova legge elettorale, tagli alla burocrazia, opposizione alle politiche di austerità  e alla globalizzazione economica . In diverse città come Torino, Genova, Milano, Roma, il Movimento si scaglia contro amministrazioni locali, tasse statali sempre più onerose, riscossioni di Equitalia e contro indifferenti cariche governative a cui viene richiesto di lasciare l’incarico.

 

GESTI SIMBOLICI

Preoccupa l’intento dei rappresentanti del Movimento di chiudere supermercati, centro commerciali, librerie, mentre sono previsti inoltre gesti simbolici dal forte impatto mediatico: prelievi di massa di somme importanti dai conti correnti delle banche, stop concordati su larga scala del rifornimento di carburante, o la riconsegna dei propri documenti di identità per far sentire la propria estraneità dallo Stato italiano.

 

 

 

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