domenica 29 maggio 2016

SISTEMA IMPRESA

09-01-2014

I saldi non salveranno il commercio

Tazza: «Sfruttare il periodo dei saldi e puntare al Made in Italy»




I saldi nel panorama italiano

 

La curiosità prevale sull’acquisto, questo il trend che si conferma con i primi saldi sul territorio nazionale. Sono in molti, infatti, a entrare nei negozi per informarsi sui prezzi, mentre sono in pochi a comprare davvero.

16 milioni di famiglie italiane, su un totale di 25,8 milioni, acquisteranno durante la stagione dei ribassi - spendendo 340 euro, una spesa media per persona pari a 148 euro, per un valore complessivo di 5,4 miliardi pari al 18% del fatturato annuo. I negozi tradizionali registrano sconti dal 20 fino al 40%, che diventano più corposi nel caso di franchising dove la percentuale di saldo sale al 50%, e in alcuni casi al 70%. 

In Campania, Basilicata e Valle d’Aosta,  le regioni che hanno inaugurato per prime la stagione dei saldi, solo il 37% delle famiglie - era il 40% nel 2012 – si dice intenzionato a fare shopping e stanzia un budget che è ridotto dell’11,3% rispetto agli anni passati.

Diversa la situazione in Lombardia e in Piemonte, tanto è vero che a Milano si è registrata una partenza positiva con code alle casse dei grandi magazzini e dei negozi, a Torino si sono viste lunghe file soprattutto durante le prime giornate.

 

Lo shopping alimentare

 

Per questa stagione invernale si segnala un nuovo trend nel panorama degli acquisti: lo shopping alimentare. Si sta delineando, infatti, un maggiore interesse per l’acquisto di alimentari piuttosto che di capi di abbigliamento, che restano comunque i prodotti più gettonati.

Dopo le feste, gli italiani vanno a caccia di panettoni, pandori, torroni, cotechini, zamponi e spumanti messi in saldo, soprattutto alla luce del fatto che la spesa di quest'anno è stata piuttosto contenuta nei pranzi e nei cenoni di Natale. Nel dettaglio il 30% degli italiani compra dolci, il 10% spumanti e liquori, e il 16% altri prodotti natalizi.

 

Aumento del 10-15%  degli acquisti grazie ai turisti stranieri

 

Un altro dato interessante arriva dall’aumento degli acquisti, pari al 10-15%, effettuati dagli stranieri in Italia, soprattutto russi e cinesi attirati dalle grandi griffe del Made in Italy.

La Valle d’Aosta, in particolare, sfrutta il fatto di catturare i turisti in vacanza sulla neve, in località come Courmayeur e Cervinia.

Un’ulteriore tendenza è rappresentata dal turismo aeroportuale, legato alla maggiore affluenza di turisti nelle città vicino agli aeroporti dove volano le compagnie low cost nei periodi di saldi. In queste aree, infatti, sono presenti numerosi centri commerciali e outlet vere e proprie attrattive per turisti e shopaholic nazionali e internazionali.

 

L’auspicio del presidente Tazza

 

«La stagione dei saldi invernali 2014»  auspica Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa «rappresenta una boccata d’ossigeno per le imprese del commercio nonostante le stime non lascino spazio a rosee prospettive – si calcola che solo il 37% degli italiani farà spese durante i ribassi con una spesa di circa 150 euro a testa.

«In base a queste logiche premesse» prosegue Tazza «bisogna considerare il fatto che i saldi invernali di fine stagione cominciano in realtà quando la stagione è appena cominciata: la troppa vicinanza fra l’inizio dell’inverno e l’avvio degli sconti non consente ai commercianti di vendere a prezzo pieno nei mesi precedenti. Tanto è vero che, per la maggior parte di loro, è stato necessario applicare una percentuale di sconto durante le feste  per non bruciarsi anche le vendite dello shopping natalizio.


Ripensare l’intero calendario dei saldi

 

L’intero calendario dei ribassi del commercio sarebbe, dunque, da ripensare, se non addirittura da eliminare, anche sulla base delle mutate necessità degli acquirenti e sulle nuove metodologie di vendita che tanto influenzano – e in alcuni casi dettano legge – il commercio tradizionale.

L’avanzata dell’e-commerce è senz’altro un fenomeno –ormai largamente diffuso- da non sottovalutare. Che senso ha programmare i saldi di fine stagione se in rete gli acquirenti possono trovare prodotti  scontati tutto l’anno? Ecco allora che il commercio tradizionale, una volta ripensato l’intero calendario, si deve innovare, ripensare, stravolgere. Necessario sarebbe» prosegue il Presidente di Sistema Commercio e Impresa «pianificare strategie – sia a livello di singolo punto vendita che a livello collettivo (vedi i negozi dei centri storici) – per competere con la concorrenza e per attrarre i clienti ai quali è necessario offrire qualcosa in più per rendere lo shopping una gratificante esperienza d’acquisto.»


I consigli del Presidente di Sistema Commercio e Impresa ai consumatori

 

«È auspicabile» conclude infine Berlino Tazza «non solo che gli acquirenti approfittino della stagione dei saldi nei primi giorni per avere maggiore possibilità di scelta, ma anche che puntino ai prodotti del Made in Italy. In questo modo si matura la consapevolezza di quanto sia importante scegliere capi certificati e di alta qualità, rivolgendosi preferibilmente a una rete di negozi storici sinonimo, da sempre, di qualità e trasparenza.»

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