giovedì 26 maggio 2016

SISTEMA IMPRESA

22-01-2014

Turismo 2013: +1.9% rispetto al 2012

Tazza: «Buone le prospettive. Ora moltiplichiamo gli sforzi per rilanciare uno dei settori cardine della nostra economia»




Il comparto dell’industria turistica chiude in positivo il 2013: + 1,9% di presenze rispetto al 2012, settore che in Italia raggiunge il 9% del Pil. Il dato, proveniente dall’Osservatorio nazionale del turismo di Unioncamere, risulta in crescita grazie all’andamento del secondo semestre dell’anno – quello delle vacanze estive.

 

 

DATI PER STRUTTURE RICETTIVE

Se si analizzano le diverse strutture, si riscontrano dati discordanti e si delineano le nuove tendenze, dettate anche dalla crisi economica. I villaggi turistici, ad esempio, chiudono con saldi negativi (-6,9% di presenze); così come rifugi (-5,4%), ostelli (-2,6%) e agriturismi (-2,4%). Saldo positivo invece per le strutture ricettive di categorie superiori: gli hotel 5 stelle registrano +2,5% e gli hotel 4 stelle +4,6%.

 

 

DATI PER LOCALITA’ TURISTICA

Interessante anche analizzare il flusso turistico, zona per zona: segnali di ripresa nel nord est (+3,4% di presenza), saldo negativo invece nel nord ovest (-0,6%). Positivo il saldo per centro Italia (+1,6%) e sud e Isole (+1,8%). Segno positivo anche per le città di interesse storico – artistico (+4,3%), per le località di montagna (+0,6%), balneari (+ 1,9%) e di campagna (+2,1%). Segno negativo invece per destinazioni lacuali (-2,1%) e località termali (-1,4%).

 

 

LA STRUTTURA E IL POSIZIONAMENTO DELL’OFFERTA ITALIANA

Il mercato del turismo in Italia sviluppa circa 375 milioni di notti. Di queste, circa il 55% è generato da località marittime e dalle città d’arte, e circa il 44% (165 milioni di notti) è prodotto dalla presenza di turisti internazionali.

Negli ultimi 10 anni il numero di notti acquistate dagli stranieri è aumentato in maniera più consistente rispetto a quelle dagli italiani. Il prodotto turistico di maggiore attrazione per gli stranieri sono le città d’arte (prevalentemente dagli USA, seguiti da Germania e Francia); sulle altre componenti classiche dell’offerta italiana (mare, laghi e montagna) i tedeschi sono sempre i primi clienti.  

Interessante anche osservare come 5 regioni sviluppino da sole il 70% circa delle notti degli stranieri

Le 5 regioni top sono:

  • Veneto
  • Trentino Alto Adige
  • Toscana
  • Lazio
  • Lombardia

le città top sono:

  • Roma
  • Venezia
  • Firenze
  • Milano
  • Lago di Garda
  • Dolomiti

I dati provengono dal Report Turismo Italia 2020 - Il Piano strategico per lo sviluppo del turismo in Italia redatto da Ministero per gli affari regionali, il Turismo e lo Sport.

 

 

PIANIFICAZIONE DI UNA POLITICA DEL TURISMO - IL COMMENTO DEL PRESIDENTE

«I dati consuntivi del 2013 dell’industria turistica italiana indicano un processo di lenta ripresa che fa ben sperare per il futuro. Come si è più volte ribadito – ha spiegato Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa – i margini di miglioramento del settore sono ampi. Il nostro Paese, si sa, da nord a sud è costellato di località ad altissima vocazione turistica. Occorre dunque mettere in atto politiche di sviluppo e innovazione al fine di rilanciare uno dei settori cardine della nostra economia.      

Sono diversi gli elementi di criticità che impediscono la stesura di un’adeguata strategia di sviluppo del turismo » ha sottolineato il presidente.

Tra le prime criticità da evidenziare c’è senz’altro l’assenza di una governance centrale forte e la frammentazione della catena decisionale tra Governo, Regioni, Province e sistema camerale. Non solo, il Ministro del Turismo è un ministro senza portafoglio che vede dunque limitate leve e risorse economiche da destinare al settore. Fondamentale inoltre sarebbe un maggior coordinamento tra Governo, Regioni e Associazioni di categoria (come la nostra), coordinamento da immaginare e strutturare affinché possa essere funzionale e realmente rispondente ai fabbisogni di settore.

Anche la comunicazione e la promozione turistica del nostro Paese risultano poco efficienti: fa ben sperare il nuovo approccio dell’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit) a proposito della riduzione dei costi di gestione e dei nuovi spunti e ambiti di promozione.

L’ideale sarebbe, da questo punto di vista, non solo investire nell’industria cinematografica italiana con l’intento di diffondere nel mondo l’immagine del Belpaese puntando sulle bellezze del territorio, ma anche sfruttare location per set cinematografici, come castelli, monumenti, paesaggi suggestivi, in modo da riempire anche le casse dello Stato e incrementare il settore culturale e turistico.

Fra idee e spunti della Confederazione la proposta di adottare misure di co-marketing e finanziare, in parte, gli spot di brand del Made in Italy, legati a settori di punta come moda e design. In cambio di un ritorno a livello di immagine, sia per il brand che per il marchio Italia, si incrementerebbe il concetto di fare sistema.

Inoltre si potrebbe pensare di attivare una nuova mission: potenziare il ruolo dei nostri avamposti in tutto il mondo, ambasciate e consolati. È fondamentale sfruttare, infatti, i nostri canali nel mondo per sviluppare a pieno l’immagine italiana.

Sfruttare i nuovi media digitali rappresenta un’altra arma fondamentale da utilizzare. Di particolare importanza sarebbe anche la strutturazione di un calendario eventi a supporto del turismo, magari da inserire in una APP di servizio per smartphone/tablet, che intercetti i turisti stranieri. Infatti, benché le scelte strategiche del settore nazionale debbano consolidare la domanda interna, è determinante concentrarsi molto anche sulla crescita della domanda internazionale. Lo confermano i dati che registrano un forte interesse dei paesi CEE ed extra CEE per il nostro Paese.

Infine, ma non per importanza, si potrebbe immaginare un forte lavoro di potenziamento sulla formazione e sulle competenze della categoria, che dipendono dalla carenza di scuole professionali di livello fino ad arrivare all’inadeguatezza delle proposte degli istituti per il turismo in relazione alle reali necessità del settore. Andrebbe potenziato l’aspetto formativo del personale, affinché venga fornita una preparazione che raggiunga livelli di eccellenza e venga costruita nel tempo un’immagine che possa essere vanto per il settore alberghiero italiano.

Risolti gli elementi di criticità individuati, dovrebbero seguire investimenti adeguati al settore turistico al fine di riqualificare interamente l’offerta turistica nel suo insieme. È necessario considerare che il settore in questione dipende anche dalla risoluzione di problematiche legate alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e dei Beni culturali, che da troppo tempo versano in condizioni critiche.

Il settore del turismo deve percorrere una strada che porti a costruire servizi e strutture di eccellenza, allo stesso modo di quei prodotti che si fregiano del nome e della visibilità del brand Made in Italy. Non si tratta quindi solo di prodotto di alta manifattura, ma anche di qualità dello stile di vita, connessa quindi all’aspetto creativo, culturale ed enogastronomico.

Solo quando cominceremo realmente a considerare il turismo come vera opportunità economica per il Paese,  coordinando sforzi, suggerimenti e idee creative, allora toccheremo con mano e concretamente il potenziale inespresso del turismo italiano. Il turismo» conclude il presidente Tazza «è il settore del terzo millennio e come tale deve puntare con più vigore a obiettivi economici e di immagine eclatanti, senza dimenticare che esso coinvolge di riflesso anche aziende di servizi e centinaia di strutture. In quel momento potremo assistere a un rinnovamento e a un nuovo Rinascimento italiano».

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