domenica 24 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

20-02-2014

Lavoro, primi segnali di ripresa

Tazza: «Segnali positivi, si continui con la formazione qualificata»




 

 

Per il I trimestre 2014 si registrano timidi segnali di ripresa nelle assunzioni, sulla base delle previsioni di occupazione delle imprese dell’industria e dei servizi, realizzate da Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro. Nel report analizzati anche i profili professionali più richiesti: operai specializzati, tecnici informatici, operatori dell’assistenza sociale, ingegneri e anche architetti.

 

I settori con più assunzioni nel I° trimestre 2014

 

Nonostante la domanda di lavoro piuttosto debole, sono state calcolate 10 professioni su 38 per le quali le assunzioni sono in aumento rispetto agli ultimi quattro trimestri. A indicare la timida ripresa dell’attività  produttiva di alcuni settori, è il dato di circa 17.200 assunzioni previste per le professioni operaie specializzate. Si tratta di determinati settori, come l’edilizia e la manutenzione degli edifici, le attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche, le industrie del tessile, abbigliamento e calzature, del legno e della carta, chimiche e della plastica.  Non male anche il settore tecnico relativo al campo informatico, ingegneristico e della produzione (5000 assunzioni),  quello degli operatori dell’assistenza sociale (oltre 5200), dei tecnici della sanità e dei servizi sociali (3700), di ingegneri, architetti e professioni assimilate (quasi 2200). 

Buone anche le prospettive per altre nove professioni per cui sono state calcolate circa 34mila assunzioni: cinque sono rappresentate da professioni tecniche e specialistiche di alto livello, come tecnici amministrativi finanziari e bancari, tecnici del marketing e della distribuzione commerciale, specialisti in scienze matematiche, fisiche, naturali, specialisti delle scienze della vita, specialisti della salute.

 

Timida ripresa, ma il saldo rimane negativo

Nonostante un saldo negativo pari a – 14.500 posti di lavoro, i timidi segnali di miglioramento sul fronte occupazionale rispecchiano le attese di un possibile incremento delle esportazioni e, di conseguenza, la richiesta di maggiore competitività. Le previsioni occupazionali sono legate a imprese con oltre 50 dipendenti operanti in diversi comparti della manifattura made in Italy, a partire dalla meccanica (+ 3000 posti di lavoro entro marzo). Si registra una maggiore professionalità e lavoro qualificato nei servizi legati alla persona e al cittadino, sono infatti previste assunzioni pari a circa 6000 persone.

 

Expo 2015, in aumento la forza lavoro

Il tessuto economico lombardo, e in  particolare quello milanese,  segnala un incremento soprattutto in vista di Expo 2015. Segnali di dinamicità che dimostrano una proiezione occupazionale, sempre per il primo trimestre del 2014, di oltre duemila unità. A livello territoriale, infatti i dati più consistenti di recupero provengono proprio dalla regione lombarda: +2400 è il saldo previsto fra entrate e uscite.  Avvisi importanti, rispetto al panorama italiano, dove si segnalano buone aspettative per il Veneto, grazie a Verona, a fronte di difficoltà registrate in Toscana (-2800) e Trentino Alto Adige (-2500).

 

Tazza: «Ripartire dall’alta professionalità»

 


«Dai dati si evince una richiesta sempre maggiore di personale qualificato” sottolinea Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa. “Si tratta di un chiaro segnale che indica come proprio la formazione, quindi anche quella continua, e l’alto livello professionale facciano davvero la differenza nel panorama italiano. Nonostante il bilancio sia negativo, questo è uno degli aspetti più importanti che fanno ben sperare in termini di occupazione giovanile: una controtendenza che dimostra un punto di forza su cui il paese Italia deve puntare e soprattutto da cui deve ripartire. Positivo, infatti, è l’innalzamento della quote delle assunzioni riservate ai laureati e diplomati – rispettivamente 14,1 e 43, 1%. È importante usufruire di strumenti per la flessibilità in ingresso che siano vantaggiosi sia per chi assume che per chi è assunto, come per esempio il contratto di apprendistato, ovvero il rapporto di lavoro finalizzato alla formazione professionale e all’inserimento nel mondo dell’occupazione. I lavoratori dovranno farsi trovare pronti al segnale di ripresa, maturando un importante bagaglio di conoscenze e tecniche. È, infatti, importante sviluppare un asset strategico di competitività, vero e proprio fattore determinante per successo di un’impresa».

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