domenica 31 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

26-02-2014

Crollano le vendite nel 2013: -2,1%

Tazza: «Urgenti provvedimenti per tagliare le tasse e restituire potere d’acquisto alle famiglie»




Secondo i recenti dati Istat, il 2013 è stato l’annus horribilis per il commercio: un crollo di vendite senza precedenti - 2,1% sul 2012. È il calo annuo più forte almeno dal 1990.

 

Il settore alimentare


A scendere anche gli alimentari (-1,1%), che registrano il maggior calo in 4 anni.

Segno negativo addirittura nel mese di dicembre, nonostante le feste natalizie (-2,6% su base annua). Gli unici a registrare un dato positivo nelle vendite al dettaglio sono i discount alimentari (+1,6%) a fronte di un -1,0% per l'intero comparto della grande distribuzione, in cui si segna un -1,9% per gli ipermercati e -1,3% per i supermercati.  

Il dato più negativo riguarda  i piccoli negozi  che hanno registrato un  -2,9%.

 

Andamento negli altri settori: dai farmaci all’abbigliamento


Tutti i settori sono in calo, persino i farmaci segnano una riduzione (-2,4%).

Ribassi superiori alla media si registrano, tra gli altri, anche per abbigliamento (-2,7%) calzature (-3,0%), elettrodomestici-radio-tv (-3,1%) e mobili (-3,2%).

Insomma la stretta sui consumi è ricaduta sugli acquisti. I prezzi nel 2013 sono saliti solo dell'1,2% (+3,0% nel 2012).

 

Il consumatore e la fiducia 

Di fronte a questo panorama, il consumatore risponde di conseguenza. A febbraio 2014 il clima di fiducia dei consumatori diminuisce a 97,5% da 98% del mese precedente. L’Istat specifica come la componente economica, invece, aumenti da 92,3 a 96,2 mentre diminuisce quella riferita al quadro personale (da 100,3 a 98,3).

 

 

Il presidente Tazza: «Misure urgenti per imprese e famiglie»

 

«Se il 2012 è stato l'anno del record storico del crollo dei consumi, il 2013 apre scenari tutt’altro che positivi. Due anni consecutivi con il segno negativo sono drammatici, anche se possono essere letti come l’ultimo colpo di coda della grande crisi. A patto che, da ora, si proceda con rapidità e arrivino dei provvedimenti incisivi sul fronte fiscale, come – tra l’altro - già ipotizzato dal nuovo governo» interviene così a commentare il dato il presidente di Sistema Commercio e Impresa, Berlino Tazza.

 

«È interessante, in un paese che fa della qualità enogastronomica il proprio cavallo di battaglia, analizzare anche il dato positivo relativo alle vendite al dettaglio nei discount alimentari. Questa tendenza di consumo potrebbe denotare che le famiglie, durante la spesa,  hanno come prerogativa la ricerca di risparmio economico e di prezzi più bassi, piuttosto che la qualità del prodotto in sé. ».

 

E chiude Tazza: «Di fronte a certi numeri, è davvero inevitabile ribadire l’urgenza di tali interventi che devono prevedere la diminuzione della tassazione, la riduzione del cuneo fiscale che, di conseguenza, dovrebbe aumentare il potere d’acquisto delle famiglie. Il crollo dei consumi nel comparto alimentare, purtroppo, è sintomatico. Il consumatore stringe la cinghia, e lo fa soprattutto risparmiando su beni primari. I risvolti sociali, in tal senso, non sono da sottovalutare».

 

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