martedì 23 agosto 2016

SISTEMA IMPRESA

18-03-2014

La formazione continua è un sistema che funziona

Tazza: "Le risorse umane come asset strategico"




Alla luce del XIV Rapporto Isfol al Parlamento, Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa, parla del ruolo della formazione all’interno delle imprese.

 

 

 

Formazienda, secondo fondo in termini di crescita come rileva il Rapporto Isfol. Il risultato la soddisfa?

Molto. L’Isfol certifica, con il supporto dei dati, l’impegno di Sistema Commercio e Impresa nelle politiche attive del lavoro. Diviene sempre più chiaro il nostro obiettivo confederale: stare al fianco delle imprese e dar loro sostegno in termini di competitività e competenze.

 

 

 

Perché le imprese devono puntare alla formazione?

Perché è un’occasione d’investimento produttivo; le risorse umane intese come asset strategico. La formazione rafforza le competenze professionali e le capacità necessarie per rilanciare le PMI all’interno di un mercato sempre più competitivo.

 

 

 

Il premier Renzi, nei giorni scorsi, ha polemizzato anche sul ruolo della formazione continua.

Prima di dare pareri improvvidi, meglio approfondire per conoscere il sistema della formazione continua che oggi è garante anche dell’occupabilità dei lavoratori. I dati del Rapporto Isfol sono incontrovertibili: l’intero apparato funziona e mostra un trend positivo.

 

 

 

 

Funziona dunque. Perché?

Il sistema della formazione continua funziona perché si è strutturato per comparti economici sulla scorta dei fabbisogni del tessuto imprenditoriale italiano, costituito per lo più da imprese di piccole dimensioni: fondi interprofessionali attivi in settori differenti (commercio, artigianato, industria), con modalità specifiche (training on the job, formazione in modalità FAD, work experience training) e con la necessità di potenziare ambiti tematici diversi (innovazione, internazionalizzazione, reti di imprese).

 

 

 


Il rapporto Isfol sembra darle ragione…

Sì. Difatti, rispetto al 2012, si registra una crescita sia di adesioni di imprese (+13%) sia di relativi dipendenti (+8%), prova del fatto che a partecipare è soprattutto il mondo delle micro-imprese. Parliamo di quasi 800mila imprese, corrispondenti al 63%, e di quasi 9 milioni di dipendenti che superano il 77% dei lavoratori.

 

 

 

 

Quindi, l’ambito dei fondi interprofessionali non va toccato?  

È un sistema efficace che va preservato, a maggior ragione in un periodo in cui occorre dare certezze e soluzioni alle imprese. Ovvio, tutto è perfettibile, ma sarebbe un errore non sostenere politiche a favore della formazione, consentendone così miglioramenti e l’evoluzione.

 

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