martedì 26 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

19-03-2014

Il reddito delle famiglie scende di 2400 euro in 5 anni

Cresce il tasso di povertà fra i giovani dai 18 ai 25 anni




In questi giorni di acceso dibattito sulla riforma del lavoro, arrivano i dati sugli indicatori  sociali del rapporto annuale Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il reddito annuale della famiglia media italiana è calato di 2.400 euro tra il 2007 e il 2012, quasi il doppio della media della zona euro (1.100 euro). Un dato che può spiegare la drastica diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie. La perdita di reddito è legata al mercato del lavoro sempre più precario,soprattutto per i giovani. Nel 2011, il 13,2% ha dichiarato di non potersi permettere di comprare cibo a sufficienza (contro il 9,5% nel 2007) e il 7,2% di aver rinunciato a far ricorso a delle cure mediche per motivi economici.

Allarme povertà giovanile

Preoccupanti il tasso di povertà tra i giovani (18-25 anni), tra il 2007 e il 2010, che in Italia è aumentato di tre punti percentuali, arrivando al 15,4%, e quello degli under 18 di 2 punti percentuali al 17,8%. Una fascia, quella giovanile, che registra il tasso di povertà più elevato, davanti ai quarantenni (13,4%) e agli over 75 (11,7%). Un trend che, secondo gli esperti Ocse, si sta confermando anche per gli anni successivi. La percentuale di giovani italiani che sono disoccupati o inattivi, e non sono ne' in educazione ne' in formazione (i cosiddetti 'Neet') è aumentata di 5 punti tra il 2007 e il 2012, arrivando al 21,1%. Il dato italiano e' il terzo più elevato tra i Paesi aderenti all'organizzazione, dopo Turchia (26,7%) e Grecia (27,3%).

Scarso il sistema di previdenza sociale in Italia

L'Italia, rispetto agli altri paesi, ha un sistema di previdenza sociale scarsamente preparato al boom di povertà e disoccupazione. L’Italia è la sola in Europa insieme alla Grecia a non avere un comprensivo sistema nazionale di sussidi a basso reddito, con il sistema attuale, infatti, meno di 4 disoccupati su 10 ricevono un sussidio. Tra il 2007 e il 2010, il 10% più povero ha perso in media il 6% all'anno del proprio reddito disponibile, mentre il 10% più ricco ha perso solo l'1%.

Dati Istat sul potere d’acquisto

Secondo l’Istat, nel 2012 il potere d'acquisto delle famiglie è calato quasi del 5% (4,7%). Si tratta di una caduta di intensità eccezionale prodotta dall'aumento del prelievo fiscale che ha notevolmente contribuito alla forte contrazione del reddito': -2% quello disponibile 2012.
Tra il 2000 e il 2012, la pressione fiscale nei 27 paesi dell'Ue è diminuita complessivamente di 0,5 punti percentuali, mentre in Italia è aumentata di quasi 3 punti, l'incremento più elevato se si escludono i casi di Malta e Cipro.

Tazza: «Evitare che le difficoltà economiche si radichino nella società»

«I dati Ocse rivelano un fenomeno che motiva e spiega la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, da anni sotto gli occhi di tutti» afferma Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa «Di fronte a certi numeri, è davvero inevitabile ribadire l’urgenza di interventi che prevedano la diminuzione della tassazione e la riduzione del cuneo fiscale. L’obiettivo comune deve essere quello di aumentare il potere d’acquisto delle famiglie che sono evidentemente e da troppo tempo in affanno. Per evitare che le difficoltà economiche si radichino nella società, è necessario intervenire attraverso concrete misure nel campo del lavoro. Buona la proposta Renzi relativa all’aumento di 80 euro in busta paga, che può dare ossigeno e incentivare le famiglie a spendere di più. Qualcosa, tuttavia, va fatto anche per le imprese, affinché venga ridotto il costo del lavoro al fine di dare occupazione e riattivare la distribuzione delle ricchezze».

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