lunedì 29 agosto 2016

SISTEMA IMPRESA

27-03-2014

Sale la fiducia dei consumatori e delle imprese

Tazza: «Il clima di ottimismo è un segnale che va garantito dal Governo»




Nel tunnel nero della crisi, forse, si inizia a intravedere uno spiraglio di luce. Secondo i dati Istat, infatti, sale la fiducia dei consumatori e delle imprese. È il primo dato sul clima di speranza di consumatori e imprese, dopo l'insediamento del governo Renzi. 

I dati Istat sui consumatori

La fiducia che ha raggiunto quota 101,7 è il valore più alto da giugno 2011, ovvero in 33 mesi, anche se l'Istituto avverte la difficoltà di confronti sul lungo periodo.

Solo nel mese di febbraio l'indice era a 97,7,non superava la fatidica 'soglia 100' da settembre del 2013. Lo scatto in avanti si è consumato nelle prime due settimane del mese, visto che la rilevazione sul clima di fiducia, come sempre, si ferma intorno ai primi quindici giorni.

La forte crescita dell'ottimismo tra i consumatori a marzo è dovuta soprattutto al miglioramento del clima economico, con l'indice salito di 10,7 punti (a 107,6 da 96,9). L'Istat spiega che questa impennata risente del rasserenamento dei giudizi e, soprattutto, delle attese sulla situazione economica del Paese e sul fronte occupazione.

Risultano, comunque, ancora in stallo le vendite al dettaglio, che a gennaio segnano una 'crescita zero' rispetto a dicembre, mentre scendono dello 0,9% nel confronto annuo, comparto alimentare incluso. E se volano i discount, che segnano un balzo del 3,1% su base annua, sono sempre più in affanno i piccoli negozi e le botteghe di quartiere che perdono il 2,5%. 

 

I dati Istat sulle imprese

L'indice rilevato dall'Istat registra il quinto rialzo consecutivo a quota 89,5, ai massimi dal settembre 2011. La spinta arriva dalla manifattura e, soprattutto, dai servizi, mentre costruzioni e commercio peggiorano. In particolare l'indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere sale a 99,2 da 99,1 di febbraio. Rimangono stabili le attese di produzione (5 il saldo) e migliorano i giudizi sugli ordini (da -25 a -23); il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da -3 a -1.

L'analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie indica un miglioramento per i beni strumentali (da 97,7 a 98,2) e un lieve peggioramento per i beni di consumo (da 99,5 a 99,4); per i beni intermedi l'indicatore rimane invariato a 100,4.

L'indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione scende a 75,8 da 76,9 di febbraio.
Migliorano le attese sull'occupazione (da -21 a -18 il saldo), mentre peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (da -50 a -54 il saldo). L'indice del clima di fiducia delle imprese dei servizi continua a crescere, attestandosi a 92,4 da 90,3 di febbraio. Migliorano le attese sull'andamento dell'economia in generale (da -26 a -22 il saldo) e i giudizi sugli ordini (da -12 a -10 il saldo); peggiorano lievemente, invece, le attese sugli ordini (da -2 a -3 il saldo). Nel commercio al dettaglio, l'indice del clima di fiducia scende, passando a 94,6 da 96,3 di febbraio. L'indice diminuisce nella grande distribuzione (da 97,2 a 92,4), rimane stabile in quella tradizionale (a 96,3).

 

Tazza: «La fiducia si converta in aumento della spesa»

«La fiducia dei consumatori traina quella delle imprese» afferma Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa «Si tratta infatti di un indicatore fondamentale che ha bisogno di essere mantenuto alto e garantito con misure mirate del Governo, relative al sostegno del reddito e alla riduzione del cuneo fiscale per imprese e famiglie. Questi dati fanno ben sperare perché aiutano a comprendere che l’Italia è un vero e proprio sistema dove ogni attore ha un ruolo preciso, da cui dipendono gli altri. Se il consumatore ha maggiore fiducia, ricomincia a spendere e aumenta i propri acquisti, ne beneficiano le piccole e medie imprese e, quindi, l’intero clima del Paese».

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