mercoledì 27 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

20-05-2014

Commercio: -3,7% le vendite nel I trimestre 2014

Tazza: «Le famiglie non spendono e preferiscono risparmiare. C’è bisogno di una scossa»




I consumi delle famiglie sono fermi e non consentono alle imprese del commercio e dei servizi di portare in positivo il bilancio delle vendite nel I trimestre 2014: -3,7% il dato dei primi tre mesi dell’anno per il settore commerciale e -2,6% quello dei servizi.

Per quanto riguarda la ripresa, si prospettano mesi piatti anche nel II trimestre dell’anno.

Questi i dati che emergono dallo studio effettuato dal Centro studi di Unioncamere con riferimento agli andamenti del I trimestre 2014 e alle previsioni per il II trimestre 2014, di cui proponiamo sintesi (tabelle in allegato).

 

 

Commercio


Pur con un lieve cenno di risalita rispetto ai due trimestri precedenti, restano sotto lo zero le vendite commerciali nei primi tre mesi del 2014.

La perdita di fatturato continua a essere di entità rilevante tra le imprese con meno di 20 dipendenti (-4,5%), ma è comunque consistente anche tra quelle di dimensioni maggiori, compresa la grande distribuzione organizzata (-1,6%).

Le sofferenze si concentrano soprattutto tra le imprese delle regioni centrali (che registrano una perdita del 5%) e tra quelle del Mezzogiorno (-4,2%). Nord-Ovest e Nord-Est, invece, contengono la flessione rispettivamente al -2,8% e al -2,5%.

Tra i settori, il più penalizzato è quello del commercio al dettaglio non alimentare (-4,2%), seguito dal Food (-3,4%).

Ipermercati, supermercati e grandi magazzini fermano invece la caduta al -1,6%.

 

 

Servizi

 

Risale ma resta con il segno meno il volume d’affari del settore dei servizi nel I trimestre 2014, con il comparto degli Alberghi, ristoranti e servizi turistici che chiude il periodo al

-4,1%, precedendo gli Altri servizi (-3,9% per l’insieme delle attività finanziarie e assicurative, immobiliari e di gestione delle acque e dei rifiuti) e il Commercio all’ingrosso e autoveicoli (-3,2%).

La contrazione del fatturato è più intensa al Centro (-3,9%) e nel Nord-Ovest (-2,7%). Sud e Isole (-2,3%) e Nord-Est (-1,7%) si posizionano sopra la media.

Estremamente caute le previsioni per il II trimestre dell’anno: il 74% delle imprese, infatti, si schiera a favore di una prosecuzione dell’attuale andamento del mercato. Il 18% degli operatori prevede invece un miglioramento delle vendite, a fronte di un ulteriore 8% che attende una loro riduzione. Le più ottimiste sono le imprese del segmento turistico (+37 punti percentuali il saldo tra attese di incremento e di riduzione delle vendite, anche come effetto dell’incremento della domanda per le festività e i ponti di primavera).

Sul fronte opposto, i Servizi alle persone e gli Altri servizi, nei quali la quota di imprese che attende un miglioramento del fatturato è pari a quella che prevede un suo ridimensionamento.

 

 

Motivazioni

 

«Il blocco dei consumi è senz’altro uno degli effetti della crisi economica» ha spiegato Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa.

 

«La crisi e i timori di nuovi scossoni finanziari bloccano i consumi. Da un parte le famiglie preferiscono risparmiare il più possibile, per garantirsi la forza economica necessaria ad affrontare gli ipotetici momenti di incertezza futuri. Dall’altra, di conseguenza, si riducono drasticamente i consumi e si producono ricadute negative sulle imprese che limitano così la loro possibilità di ripresa poiché costrette a fare i conti con una domanda in calo che significa ridurre la produzione e quindi l’occupazione. Da tenere anche in debita considerazione l’atteggiamento delle banche che hanno ulteriormente ridotto i prestiti al settore privato spostando la liquidità in asset più sicuri come, ad esempio, i titoli di Stato».

E chiude Tazza: «Entrambi i fenomeni sono preoccupanti e bisogna intervenire affinché si restituisca un clima di fiducia, a partire dalle famiglie».




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