venerdì 24 giugno 2016

SISTEMA IMPRESA

21-05-2014

Occupazione, in Italia il livello è lo stesso del 2002

I più colpiti i giovani nella fascia di ingresso al lavoro




Occupazione, in Italia il livello è lo stesso del 2002

 

 

Il giorno successivo all’entrata in vigore del decreto legge Lavoro, che promette più occupazione soprattutto fra le fasce giovanili grazie ai provvedimenti relativi al contratto di Apprendistato, arriva il rapporto Eurostat. Secondo i dati il livello di occupazione in Italia tra i 20 e i 64 anni torna ai livelli del 2002. L’occupazione nel 2013 è scesa al 59,8%. Il dato non scendeva sotto il 60% dal 2002, quando era al 59,2%.

 

Panoramica europea

Ma la situazione non è del tutto positiva nel resto dell’Unione europea, dove il tasso di occupazione tra i 20 e i 64 anni scende per il quinto anno consecutivo dal 2008. Tuttavia l’Italia fa registrare il calo più accentuato dopo la Grecia: dal 61% nel 2012 scende al 59,8% del 2013, lontana dalla media della Ue-28 che scende a 68,3%, perdendo comunque solo uno 0,1% sul 2012. Tra i grandi Paesi europei, l’Italia è quella dove l’occupazione si è deteriorata maggiormente: la Spagna, dove la disoccupazione galoppa, ha visto scendere il suo tasso di occupazione di 1,1 punti rispetto al 2012 (portandosi a 58,2%), mentre la Francia ha guadagnato uno 0,1 e ora è al 69,5%. Positiva anche la Gran Bretagna che con 0,7 punti tocca il 74,9%, e la Germania ne guadagna 0,4 e sale fino a 77,1%, superando di 0,1 punti il suo target fissato dalla strategia Europa 2020, cioè l’obiettivo per l’occupazione che i Paesi europei si sono impegnati a raggiungere, d’accordo con la Commissione che monitora i progressi. Per l’Italia l’obiettivo è un tasso di occupazione al 67%.

 

I più colpiti i giovani fra i 25 e i 34 anni

Mentre i dati Istat rilevano che i più colpiti sono i giovani nella fascia di ingresso al lavoro, tra i 25 i 34 anni, che vedono una contrazione di 2 milioni di unità. A fronte di un rapido aumento dell’occupazione tra la fascia più anziana dell’occupazione tra il 2002 e il 2013 l’Italia sperimenta un calo consistente del lavoro tra i più giovani con il passaggio del tasso di occupazione nella fascia tra i 25 e i 34 anni dal 72,6% al 60,2%. Se nel 2002 lavoravano 6,3 milioni di persone tra i 25 e i 34 anni nel 2013 in questa fascia di età erano occupate solo 4,3 milioni di persone: in pratica due milioni di occupati in meno proprio nella fascia d’età in cui si dovrebbe accedere al mondo del lavoro. Per le persone tra i 15 e i 34 anni il tasso di occupazione ha perso oltre 12 punti tra il 2004 e il 2013 passando dal 52,1% al 40,2%. In pratica tra i 15 e i 34 anni lavorano solo 4 persone su 10. Nella fascia tra i 15 e i 34 anni gli occupati sono passati da 7,67 milioni a 5,17 milioni.

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