domenica 28 agosto 2016

SISTEMA IMPRESA

04-06-2014

Disoccupazione, con il 46% fra i giovani è record

Istat, vola al 13,6% nel trimestre




 

Secondo i dati Istat il tasso di disoccupazione è il più alto dal 1977: sono senza lavoro quasi 3,5 milioni di persone, in aumento di oltre 200mila unità rispetto allo stesso periodo del 2013. Ad aprile è calato anche il livello di occupazione sceso di 0,2 punti percentuali al 55,4%.

Nei primi tre mesi del 2014 ha registrato l'undicesimo trimestre consecutivo di crescita dal 2004. E così i dati del periodo, diffusi dall'Istat, sono drammatici: nei primi tre mesi dell'anno il tasso è salito fino al 13,6%, in crescita di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'indicatore sale per entrambe le componenti di genere, portandosi al 12,9% per gli uomini e al 14,5% per le donne.

In effetti si tratta, in base a confronti annui, di un massimo storico, ovvero del valore più alto dall'inizio delle serie trimestrali, partite nel 1977. La situazione, però, è ancora peggiore sul fronte giovanile: il tasso dei senza lavoro tra i 15 e i 24 anni è al 46%. In assoluto, i disoccupati sfiorano i 3,5 milioni, in aumento di oltre 200mila unità rispetto allo stesso periodo del 2013.

Sud Italia

 

La situazione più drammatica resta nel Mezzogiorno, dove il tasso di disoccupazione vola al 21,7% e tra i giovani arriva al 60,9%: in particolare tra i 15 e i 24 anni sono 347mila i ragazzi in cerca di lavoro (il 14,5% della popolazione in questa fascia d'età).

 

In particolare, il numero di individui inattivi tra 15 e 64 anni aumenta dello 0,6% rispetto a marzo (+81mila), ma diminuisce dello 0,6% rispetto a 12 mesi prima (-84mila). Il tasso di inattività si attesta al 36,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e in diminuzione di 0,1 punti su base annua.

 

 

Eurostat

Rispetto all'Italia, l'Eurozona è in controtendenza con un lieve calo del tasso di disoccupazione che ad aprile è passato all'11,7% dall'11,8% di marzo, un anno prima era al 12%. Nella Ue è passato al 10,4% da 10,5% a marzo; un anno prima era al 10,9%. Lo rileva Eurostat sottolineando che ad aprile c'erano 25,471 milioni di disoccupati di cui 18,751 milioni nell'Eurozona: rispetto a marzo i disoccupati sono 151mila in meno nella Ue e 76mila nell'Eurozona: rispetto a un anno prima sono calati di 1,167 milioni e 487mila rispettivamente.

 

 

 

Posizione nella professione e settore di attività economica 
Nel primo trimestre 2014 la caduta tendenziale dell’occupazione interessa soprattutto i dipendenti 
(-1,2%, pari a -203.000 unità) e, in lieve misura, gli indipendenti (-0,2%, pari a -8.000 unità). 

Posizione nella professione e settore di attività economica 

Nel primo trimestre 2014 la caduta tendenziale dell’occupazione interessa soprattutto i dipendenti (-1,2%, pari a -203.000 unità) e, in lieve misura, gli indipendenti (-0,2%, pari a -8.000 unità). 

Il numero di occupati in agricoltura diminuisce rispetto a un anno prima (-4,6%, pari a -36.000 unità); il calo riguarda sia dipendenti sia indipendenti ed è concentrato nel Mezzogiorno (-8,0%, pari a -30.000 unità). Nell’industria in senso stretto rallenta il calo degli occupati (-0,3% rispetto a un anno prima, pari a -16.000 unità), a sintesi di una riduzione tra i dipendenti e di un incremento tra gli indipendenti. Prosegue a ritmi sostenuti, per il quattordicesimo trimestre, la flessione degli occupati nelle costruzioni (-4,8%, pari a -76.000 unità), che interessa quasi esclusivamente i lavoratori dipendenti ed è più accentuata nel Mezzogiorno. 

L’occupazione si riduce su base annua anche nel terziario (-0,5%, pari a -83.000 unità), coinvolgendo esclusivamente il Mezzogiorno. La diminuzione dei servizi riguarda principalmente gli occupati nel commercio e nei servizi di credito e assicurazioni, mentre si registra un aumento nel settore di alberghi e ristorazione e in quello dei servizi alle famiglie. 

Nel primo trimestre 2014, 253.000 occupati dichiarano di non avere lavorato nella settimana di riferimento dell’indagine, o di avere svolto un numero di ore inferiore alla norma, perché in Cassa integrazione guadagni (erano 354.000 nello stesso periodo del 2013). 

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