mercoledì 31 agosto 2016

SISTEMA IMPRESA

11-06-2014

Obbligatorie almeno 12 chiusure all'anno, in arrivo un progetto di legge

Tazza: "Favorevole, una deregulation sfrenata non porta i vantaggi sperati"




La totale liberalizzazione delle chiusure degli esercizi commerciali, introdotto nel 2011 dal Decreto Salva italia del governo Monti, potrebbe cambiare.  Il progetto di legge del relatore Angelo Senaldi (Pd) presentato al comitato della Commissione attività produttive della Camera, presenta infatti la chiusura obbligatoria di tutti i negozi per 12 giorni all’anno, con la possibilità di eventuali deroghe.

Il progetto di legge 


La bozza finale modifica infatti la liberalizzazione introducendo i 12 giorni di chiusura obbligatoria per tutti gli esercizi commerciali (non per gli esercizi pubblici) in concomitanza con le dodici maggiori festività civili e religiose quindi 1° Gennaio, Epifania, 25 Aprile, Pasqua, Pasquetta, 1° Maggio, 2 Giugno, Ferragosto, 1° Novembre, 8 Dicembre, Natale e Santo Stefano. Verranno comunque rispettate le esigenze del territorio, dal momento che ciascun Comune, in collaborazione con associazioni di categoria e dei consumatori, può sostituire fino a sei festività con altrettante. Per quanto riguarda invece le aperture domenicali possono intervenire accordi a livello territoriale in deroga. La bozza prevede una serie di incentivi fiscali e contributi, per un importo ancora non quantificato, a favore dei negozi fino a 150 metri quadri nei Comuni sotto i 10mila abitanti e fino a 250 metri in quelli sopra i 10mila. Si tratta di misure per le ristrutturazioni, l’efficienza energetica e l’informatizzazione.

 

Il commento del presidente Tazza


Sull’argomento interviene Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa «Sono favorevole al progetto di legge discusso in commissione contro una totale deregulation. Dal 2011, ovvero da quando il governo Monti varò il decreto, l’opportunità di tenere aperti i negozi non ha portato grandi vantaggi né alle imprese, che hanno dilatato le finestre di lavoro con costi aggiuntivi per lo stesso incasso, né per i consumatori non così frequenti durante gli orari straordinari o in giornate festive.  È importante considerare, inoltre, anche quegli aspetti di natura etica. Spesso, infatti, ai dipendenti vengono richiesti sforzi importanti in giornate che tradizionalmente si dovrebbero dedicare alla famiglia». 

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