mercoledì 27 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

21-07-2014

L’importanza del sistema camerale in Italia

Tazza: «Rete straordinaria al servizio delle imprese per internazionalizzazione e credito»




Il decreto di riforma della P.A. – come noto – contiene la revisione del sistema camerale italiano. La strada intrapresa dal Governo, di fatto,  provocherebbe la chiusura di molte Camere di Commercio e metterebbe a rischio gli equilibri economici di tanti territori con conseguente danno al sistema delle PMI.

 

La riforma delle Camere di Commercio, al contrario di ciò che si è soliti pensare, un costo per le finanze pubbliche, oltre che far venir meno tutta una serie di attività volte alla promozione e al sostegno concreto delle imprese locali. 

 

Le stesse PMI del terziario ritengono fondamentale il ruolo del sistema camerale e buona la qualità dei servizi resi.

 

L'analisi Cgia Mestre e Unioncamere Veneto 

Cgia Mestre e Unioncamere Veneto nello studio Il Sistema camerale in Italia: ruolo, valore ed identità hanno tratteggiato in termini numerici le conseguenze dello “smantellamento” delle Camere. Parrebbe che ad un risparmio medio per singola impresa di 5,2 euro al mese corrispondono  2,5 miliardi di effetto recessivo per l`economia italiana.

Eccolo nel dattaglio.

L`incidenza del Sistema camerale sulla spesa pubblica nazionale rappresenta lo 0,2%, pari a 1,8 dei 715 miliardi di spesa pubblica primaria, la cui voce preponderante riguarda gli Enti previdenziali col 43,7% (le Province incidevano l`1,4%, le Regioni il 4,5%, le amministrazioni centrali il 24,1%). La riduzione del 50% del diritto annuale a partire dal 2015 comporterebbe un risparmio medio annuo di circa 63 euro ad impresa (5,2 euro al mese), mentre per le ditte individuali un "alleggerimento" di 2,6 euro al mese. Secondo l'analisi di Cgia e Unioncamere Veneto "di contro ci sarà una perdita di risorse di oltre 400 milioni di euro all`economia dei territori sulle voci export, credito, turismo, innovazione, formazione. Oltre 2.500 i posti di lavoro a rischio e un aggravio sulle casse dello Stato di 167 milioni di euro (89 per il personale; 22 per gli oneri previdenziali delle Cciaa della Sicilia; 46 di minori versamenti, imposte e tasse), ma soprattutto un effetto recessivo di circa 2,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% di valore aggiunto del Pil.

 

 

Il commento del presidente Tazza

«Un’analisi che fa riflettere» commenta il Presidente Berlino Tazza «Le camere di commercio sono la casa delle associazioni, assicurano la pluralità di vedute delle diverse categorie e le opinioni, spesso contrastanti, di operatori del medesimo settore. In altri termini assicurano quel dialogo democratico, espressione della pluralità imprenditoriale che caratterizza il nostro Paese. Non solo: le Camere di Commercio garantiscono servizi fondamentali per le imprese e le sostengono nel concreto fornendo soluzioni alle esigenze sempre più preponderanti, a maggior ragione in questo critico momento economico».

E aggiunge Tazza: «E’ un fatto, inoltre, che altri paesi emergenti ci consulenza per la realizzazione di un sistema camerale e di un registro delle imprese come il nostro. Dunque, significa che tale rete è elemento di sviluppo. Al contrario l’Italia ritiene di poterne fare a meno. Le economie dei paesi emergenti sono quelle con cui dovremo confrontarci e competere, in realtà forniamo a loro gli strumenti per crescere e, nel tempo, sorpassarci. Ritengo che la riforma delle Camere di Commercio non sia in linea con la crescita a cui auspica il nostro Paese».

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