venerdì 26 agosto 2016

SISTEMA IMPRESA

10-10-2014

I consumi cambiano con la crisi

Dalla ricerca sui nuovi stili di vita di CE&Co gli italiani diventano più solidali. Tazza: «La responsabilità sociale di impresa è il nuovo modello da seguire»




Dalla ricerca sui nuovi stili di vita e di consumi realizzata dall'istituto CE&Co per il Salone della Csr e dell'innovazione sociale, emerge in che modo gli italiani stanno cambiando i loro consumi basati su processi collaborativi e di condivisione.

Il 25% dei consumatori, infatti, sarebbe diventato "promotore di innovazione sociale".

 

 

La ricerca:

La ricerca, condotta nel mese di luglio 2014 su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta (18-65 anni), ha testato 11 esempi di innovazione sociale, ovvero nuovi stili di vita e di consumo basati sui processi collaborativi e di condivisione: gruppi di acquisto solidale, car sharing / bike sharing, acquisti a chilometro zero, acquisto di prodotti sfusi o alla spina, banca del tempo, car pooling, co-working, orti urbani, investimenti etici, crowdsourcing, compravendita dell'usato sul web. 

 


Risultati:

E’ importante sottolineare come  la conoscenza di tali esperienze si sia rivelata molto alta:

  • 90% del campione conosce ad esempio gli acquisti sfusi alla spina, che sono stati sperimentati dal 44% degli intervistati. Mentre il 49% dichiara che vi aderirebbe senz'altro.
  • 87% del campione conosce gli acquisti a chilometro zero: il 48% li ha sperimentati e il 60% lo farebbe.
  • 85% del campione sa cos'è il car o bike sharing, il 9% ne ha fatto uso e il 28% è disposto a sperimentarlo.
  • Meno noti il crowdsourcing, conosciuto dal 38% del campione e sperimentato dal 4%, o il coworking, noto al 41% degli intervistati e sperimentato dal 2%.

L'interesse verso i concetti analizzati è pressoché unanime:

  • 90% del campione li considera importanti perché legati alla promessa di nuove esperienze, fondata sull'affermazione di nuovi valori.

 

Ma quali benefici spingono ad aderire alle esperienze di innovazione sociale.

Dalla ricerca emerge, in ordine di importanza:

  • queste esperienze danno fiducia nella qualità dei prodotti/servizi acquistati;
  • sono attività pratiche e funzionali;
  • si risparmia tempo e si fa meno fatica;
  • consentono a volte di fare buoni affari;
  • fanno davvero risparmiare denaro;
  • riducono gli sprechi e aiutano a preservare l'ambiente. 

     

 

Commento del Presidente:

 

Tazza: «Una ricerca assolutamente interessante, che lascia intravedere quella che da tempo possiamo definire la rivoluzione dei consumi. La crisi evidentemente stimola e ribalta i modelli tradizionali: l’'acquisto delle merci come soddisfazione dei bisogni illimitati lascia il posto alla necessità di soddisfare  bisogni legati alla qualità della vita. E’ importante monitorare questi fenomeni sociali e capire come le imprese possano impostare il loro nuovo modo di fare business concentrandosi proprio su questi concetti innovativi. Non solo. La ricerca dimostra come sia importante per  le aziende estendere ed allargare la definizione di Corporate Social Responsibility, che oggi rappresenta il nuovo paradigma. Le imprese che lo hanno fatto, molte delle quali aderenti alla nostra confederazione, sono riuscite ad ottenere importanti risultati».

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