giovedì 28 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

19-11-2014

Legge di Stabilità. Tagli alle risorse destinate all'attività dei fondi inteprofessionali

Tazza: «Senza formazione, nessuna possibilità di competere»




Del ridimensionamento del budget – cui andranno incontro i fondi interprofessionali, secondo quanto scritto sul ddl Stabilità - abbiamo parlato con il presidente di Sistema Commercio e Impresa, Berlino Tazza.

 

 

Le imprese si vedranno ridotte le risorse destinate alla formazione continua. Con quali conseguenze?

Imprenditori e dipendenti vedranno limitata la loro possibilità di costruire un sistema competitivo basato su uno strategico percorso formativo. Eppure il mercato del lavoro, da cui giungono veri e propri bollettini di guerra, richiederebbe figure professionali sempre più preparate e qualificate in continuo aggiornamento formativo.

 

 

Per quale motivo la formazione è cosi importante?

La formazione continua consente di implementare, in modo permanente, il bagaglio di conoscenze di coloro che operano in e per l’azienda. Inoltre, ha il vantaggio di raggiungere tutti gli attori del mercato del lavoro, dal dipendente al quadro e, perché no, all’imprenditore. Prioritariamente, infatti, il lifelong learning nasce come strumento per i lavoratori dipendenti che, se formati in maniera adeguata, rappresentano un asset strategico per le imprese. Ma non solo. Proprio Sistema Commercio e Impresa, con Confsal, ha siglato l’intesa che consentirebbe al sistema della bilateralità – e dunque anche a Formazienda – di finanziare specifici percorsi formativi  per imprenditori che guidano aziende. Costoro, ancor più di altri, debbono tenersi aggiornati sui temi fondamentali della competizione, dalle tecnologie innovative ai mercati promettenti, all’internazionalizzazione.

 

 

Se il sistema dei fondi interprofessionali è così determinante per le imprese, perché se ne limita l’azione?

Infatti, è una decisione che non condividiamo. La realtà è che il sistema della formazione continua dei fondi interprofessionali consegna, da oltre dieci anni, risultati importanti: solo nel 2013 è stato impegnato circa mezzo miliardo di euro da destinare alla formazione. Si tratta di investimenti necessari per sostenere la competitività e lo sviluppo delle imprese italiane. Utilizzarli per interventi passivi di welfare significa togliere uno degli ultimi baluardi funzionanti che restano al Paese.

 




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