domenica 24 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

28-11-2014

Legge di stabilità. Mutui verso lo stop per tre anni

L’emendamento chiede che Pmi e famiglie paghino solo la quota capitale




Un emendamento del M5S alla legge di stabilità prevede la sospensione per tutto il triennio 2015-2017 del pagamento della quota capitale delle rate di mutui accesi da famiglie e imprese.

L’emendamento, approvato il 26.11.2014 dalla commissione bilancio della Camera, prevede un accordo tra ministero dell’economia, Sviluppo Economico, Abi e associazioni delle imprese e dei consumatori che dovranno attivare un tavolo di confronto entro fine marzo 2015 (fonte: Quotidiano Italia Oggi)

 

 

ITER

L’ emendamento sarà ora sottoposto a tutti i passaggi parlamentari: la palla passa all’aula di Montecitorio che dovrebbe votare la manovra tra sabato e domenica, oi toccherà al Senato a cui spetta il compito più gravoso – dal momento che il governo ha rimandato all’esame di Palazzo Madama la risoluzione di alcuni argomenti particolarmente caldi (come la local tax e tassazione dei fondi pensione).

 

 

VANTAGGI

Se l’emendamento dovesse sopravvivere, «per cittadini e imprese si aprirà la prospettiva di allungare il piano di ammortamento di mutui e prestiti in attesa di tempi migliori per l’economia». Non saranno invece sospesi gli interessi che continueranno a essere pagati.  «L’obiettivo è liberare risorse per generare liquidità e far ripartire l’economia» ha dichiarato ad un quotidiano il deputato M5S Francesco Cariello. L’emendamento, rispetto alle operazioni di sospensioni delle rate dei mutui già avviate dal 2010 ad oggi, sembra tarato soprattutto per le micro e piccole imprese a cui si consentirebbe di sospendere e allungare i finanziamenti per tre anni 8e non per 12 mesi attuali) e di tirare , dunque, una boccata d’ossigeno.

 

 

MODIFICHE

In realtà la proposta è stata leggermente modificata rispetto alla prima versione che prevedeva che entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità (cioè il 1° gennaio 2015) Mef, Mise, Abi e associazioni dei consumatori e delle imprese avrebbero dovuto "predisporre" tutte le misure necessarie al fine di sospendere il pagamento della quota capitale delle rate per gli anni da 2015 a 2017.

Nella riformulazione del governo è stata scelta la formula "concordano" ed è stata aggiunta la clausola di salvaguardia secondo cui la misura non deve comportare "nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".




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