sabato 25 giugno 2016

SISTEMA IMPRESA

03-02-2015

Banda larga, Italia è fanalino di coda in Europa

Tazza: «Il rilancio dell’economia e la competizione delle imprese passa anche da qui»




In quanto a banda larga, l’Italia non se la passa bene.

A dirlo sono i dati di Ookla, la piattaforma che si occupa di misurare le performance in rete e la rapidità delle connessioni.

 

 

Il nostro Paese è fanalino di coda in Europa con 9,1 Mbps  (megabit per secondo).  

I dati evidenziano la situazione infelice del nostro Paese impegnato nell’eterna rincorsa degli obiettivi europei.

Mentre gli Stati Uniti hanno addirittura rivisto la definizione stessa di banda larga, alzando l’asticella di sei volte a 25 Mbps in download e a 3 in upload, per l’Italia il 2015 è l’anno del treno da non perdere.

A fine dicembre si è conclusa la consultazione pubblica del Piano nazionale banda Ultralarga, con la pubblicazione del documento finale attesa a breve. Il passo successivo dovrebbe consistere nella mappatura delle zone prive di connettività a 30 Mbps o 100 Mbps in cui gli operatori potranno candidarsi a intervenire. L’obiettivo comunitario rimane quello di portare (almeno) i 100 Megabit a metà della popolazione nel 2020.

(fonte Corriere 03.02.2015 – fonte infografiche The Indipendent – dati Ookla)

 

Qualche dato:

  • I due Paesi più veloci sono risultati essere Singapore 104,42 Mbps e Hong Kong, 96,38.
  • Il picco negativo - 1,08 Mbps - viene toccato dallo stato africano del Benin. Il resto del continente è comunque lento (le zone bianche non fornivano abbastanza dati), con il Madagascar che primeggia in virtù di 12,9 Mbps. Anche la Namibia fa meglio degli altri con 9,4, mentre in Algeria, Egitto e Sudan - poco più di 2 - c’è ancora strada da fare.
  • L’Australia sfiora i 16,5 e la Cina viaggia a 25. 
  • L’Italia è il fanalino di coda di un Vecchio Continente che vede correre Svezia e Romania. Ci fanno compagnia Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania e Grecia. Il Regno Unito 29,45 Mbps, dietro alla Francia. Tra i 45 e i 50 si trovano Svizzera, Paesi Bassi e Lituania.

Durante la Computer Education Week di dicembre si era parlato della necessità di diffondere la cultura dell’insegnamento della programmazione in tenera età, anche in vista dei 20mila posti di lavoro vacanti per mancanza di competenze tecnologiche, posti di lavoro che  nel 2016 dovrebbero diventare 84mila e nel 2020 circa 176mila.

(Sulle mappe vengono raffigurati in una scala dal rosso - sotto i 20 Mbps - al verde - più di 60- la situazione del globo – mappa 1 – e dell’Europa – mappa 2)

 

 

Tazza: «Alla base dello sviluppo c’è sicuramente il potenziamento delle infrastrutture, da quelle classiche, a quelle digitali. La competizione delle nostre imprese – c’è bisogno di prenderne consapevolezza – passa anche dalla capacità e rapidità delle stesse di trasferire dati. Dotare l’Italia di un’infrastruttura di rete per la banda larga significa dare un contributo alla crescita del Paese nel suo insieme.  Dotare un paese con un’infrastruttura di rete veloce significa contribuire in termini di efficienza delle imprese, aumentare produttività e occupazione, significa promuovere la cultura dell’ innovazione, oltre che accrescere la società nel suo insieme».




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ALLEGATI

  • ebiten nazionale
  • formazienda
  • fidicom asvifidi