sabato 27 agosto 2016

SISTEMA IMPRESA

23-02-2015

Nordest, venti di ripresa nei settori depressi

Tazza: «Aumentare la crescita economica allentando il peso fiscale sulle imprese»




La ripresa del Paese sta partendo da Nordest. Molti gli indicatori positivi, a partire dall’indice manifatturiero, che secondo quanto calcolato da Markit, azienda inglese che fornisce servizi finanziari, è salito in gennaio a 51,2 % punti dai 49,4 di dicembre. Il saldo fra imprese aperte e chiuse redatto da Unioncamere è stato nel 2014 superiore alle 30mila unità, dato che rappresenta la reale opportunità di invertire la rotta. La disoccupazione è scesa in dicembre al 12,9% dal precedente 13,3% e sono stati creati 100mila posti di lavoro. Senza parlare del numero di auto immatricolate a gennaio, 131.385 con un aumento del 10,9% sullo stesso mese del 2014.

 

 

«I dati positivi relativi a settori come auto, meccanica e componenti, confortano di molto la prospettiva di un ritorno alla crescita economica del Paese. Incrementi che sono incoraggianti e che danno ai nostri imprenditori l’ottimismo necessario a cavalcare questi momenti di rilancio. Anche se è evidente che non siamo ancora fuori dalla crisi, riusciamo tuttavia a cogliere i primi spiragli di luce» commenta Berlino Tazza, presidente di Sistema Commercio e Impresa.

 

 

Altri dati sono confortanti. Tassi d’interesse insistentemente bassi, petrolio a buon mercato, liquidità offerta dalle banche con euro al ribasso. C’è una combinazione favorevole di elementi esterni – energia, tassi, cambi, ripresa del commercio mondiale – e sommando i loro effetti si arriva a una spinta per l’Italia pari al 2,1% di Pil potenziale, e 2,5 nel 2016.

 

 

E aggiunge il presidente: «A questo proposito sono necessarie ancora di più politiche orientate a dare sostegno alla crescita e all’occupazione. Si potrebbe crescere molto di più rispetto allo 0,6 % prospettato dall’Unione europea per il 2015. È bene ricordare che proprio il nordest è il territorio che – durante questi anni di crisi – ha perso la percentuale più alta di Pil: se la media italiana è di – 8 punti percentuali, il 10% è attribuibile proprio al nordest. Diventa ancora più rilevante la previsione positiva su tutto il territorio nazionale, e in particolare in questa zona. A questo punto, se si allentasse il peso fiscale sulle imprese, per esempio, in presenza di una domanda interna tendenzialmente in ripresa, si potrebbe aspirare a tutt’altro incremento. Queste sono le scelte che il governo Renzi dovrebbe mettere sul tavolo delle discussioni» chiude Tazza.

 

 

Nel quarto trimestre del 2014 gli ordini di macchine utensili sono cresciuti del 19,1% sullo stesso periodo dell’anno scorso, soprattutto grazie alla forte domanda interna (+18,8%). Anche l’Istat comunica dati incoraggianti sull’import di macchinari: l’industria meccanica ha, infatti, ricominciato a investire. In questo caso la Lombardia da sola copre il 45,9% dell’import con un incremento del 21,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Bene anche altri settori. Il mercato immobiliare riprende a crescere, segnando un rialzo di 3,7% su base annua per le compravendite. A gennaio 2015 si segna anche un aumento di libri cartacei, +1,2% su gennaio 2014.

Inoltre, negli ultimi 15 giorni di gennaio le vendite di Conad sono cresciute dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2014. Stessa cosa valga per il settore turistico, gli italiani hanno ricominciato a viaggiare, così come gli stranieri che vengono in Italia aumentano le loro richieste. Segnali positivi anche nel settore dell’industria: nel Nordest dal 2014 sono ripartiti i consumi di beni durevoli. 

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