giovedì 30 giugno 2016

SISTEMA IMPRESA

06-03-2015

Banda larga: il Piano del Governo da 6 miliardi

Tazza: «Urgente dotarsi di infrastrutture su cui far correre informazioni e servizi per le imprese, per le pubbliche amministrazioni, per i cittadini»




Strategia Italiana per la banda ultralarga e la crescita digitale

L'Italia si accinge a realizzare la sua 'rivoluzione' digitale. Il Piano Nazionale del Paese, denominato Strategia italiana per la banda ultralarga e per la crescita digitale 2014-2020, è stato discusso e approvato nel consiglio dei ministri di mercoledì 4 marzo.

 

Chi l’ha ideato e chi lo realizzerà

Il Piano unisce il lavoro di diversi ministeri, diverse fonti di finanziamento, fondi propri di Regioni e dei privati, e prevede l’utilizzo di 6 miliardi di risorse pubbliche per la sua realizzazione.

 

Obiettivo

Ha come obiettivo prioritario quello di dotare il Paese di un'infrastruttura di rete che porti la fibra il più possibile vicino alle case, ma non c’è una data imperativa di chiusura. Si stima però di raggiungere entro il 2020 almeno il 50% delle famiglie abbonate a un servizio a 100 megabit/secondo e il 100% al quale dovranno essere garantiti almeno 30 megabit. Saranno poi «gli operatori a scegliere la tecnologia più efficiente» per realizzarla ha assicurato il ministro dello sviluppo Federica Guidi.

 

Misure di sostegno

Una serie di misure ad hoc verranno inserite in un provvedimento specifico, come il servizio digitale universale, un fondo di garanzia, un voucher di accompagnamento alla migrazione verso la fibra ottica e la convergenza di prezzo per i collegamenti in fibra ottica realizzati con sovvenzioni statali, al prezzo dei collegamenti in rame.

 

Voucher di accompagnamento

Una delle maggiori difficoltà di sviluppo della banda ultralarga in Italia è rappresentato dal basso potenziale della domanda e da un trend decrescente di linee attive su rete Fsa a favore delle linee mobili. Per questo il Piano del Governo inquadra le misure inserite nel capitolo Gli stimoli alla domanda: incentivi alle famiglie sotto forma di vaucher per favorire l’acquisizione effettiva di connessione a 100 Mbps. Si ipotizza un contributo di 100-150 euro.

 

Le risorse da mettere in campo

«Perché i progetti di banda ultra larga si realizzino servono risorse pari a 12-15 miliardi di euro» ha dichiarato Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera.

Dai fondi strutturali per il 2012-20 si possono ricavare 2,2 miliardi di euro

Dai Fondi per lo sviluppo e la coesione (FSC) ex Fondi per le aree sottoutilizzate (FAS) si possono ottenere fino a 4 miliardi di euro anche se in teoria a far data dal 2017.

«Le sole risorse pubbliche non saranno sufficienti» ha sottolineato il Cdm sollecitando un partnerariato pubblico privato.

Vodafone ha già rilanciato l'idea di una newco con la partecipazione dello Stato e aperta a tutti gli operatori. «Vogliamo partecipare attraverso aumenti di capitale con una quota rilevante nel veicolo che sarà individuato, in una partnership pubblico privato, in cui nessun operatore dovrà avere la maggioranza e con la presenza di un soggetto terzo, come Cassa Depositi e Prestiti in ruolo di guida e garanzia» ha dichiarato l’ad di Vodafone Italia Aldo Bisio.

 

Qualche numero

Nel grado di digitalizzazione dei vari Paesi, l’Italia risulta in 25esima posizione su 28 Paesi.

La domanda dell’utenza ha un’incidenza chiave.

In Italia solo il 59% della popolazione (di età compresa tra i 16 e i 74 anni) utilizza Internet. In Europa il 75%.

In Italia il 31% della popolazione non ha mai usato internet.

Tra gli italiani che navigano:

  • 60% fa poca lettura dei giornali online
  • 0,5% utilizza tv su internet
  • 20% utilizza video on demand
  • 58% usa social network
 

 

 

 

(fonte: Il Sole 24 ore del 4.3.2015 e Ansa.it)

 

Commento del Presidente Berlino Tazza

«Occorre insistere sulla necessità di stare al passo con i tempi. Il digital devide tra Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea è troppo vasto. Diverse ricerche dimostrano come il divario digitale possa avere come effetto l'aumento delle diseguaglianze economiche già esistenti e incidere in modo drammatico sull'accesso all'informazione. Quello della digitalizzazione è sicuramente un passo che il paese deve compiere in maniera decisa, motivo per cui è ben accolta la Strategia italiana per la banda ultralarga e per la crescita digitale 2014-2020. Da quello che si evince dalle linee guida governative, però, appaiono ancora poco definiti gli intervalli e le relative modalità, pur nella condivisa necessità di accelerare i tempi. Siamo già in ritardo. A dirlo sono i numeri che vedono l’Italia ancora tra le file degli ultimi per ciò che concerne il grado di digitalizzazione del Paese. Così come, negli anni ’50 l'autostrada del Sole fu fortemente voluta dai governi per contribuire al rilancio dell’economia nazionale, in egual misura oggi abbiamo necessità di infrastrutture su cui far correre informazioni e servizi per le imprese, per le pubbliche amministrazioni, per i cittadini. Le imprese devono essere messe nella condizione di competere sul mercato anche attraverso l’innovazione tecnologica. I dati fanno emergere anche la generale esigenza di alfabetizzazione digitale di cui ha evidente bisogno l’intera popolazione: dall’imprenditore ai giovani. Non possiamo rischiare di disperdere il nostro potenziale solo perché non ci dotiamo di mezzi e metodi indispensabili a centrare gli obiettivi e far emergere l’eccellenza».

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