martedì 26 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

12-03-2015

L’Italia mette 8 miliardi nel piano Juncker

Risorse destinate al rilancio di piccole e medie imprese




Anche l’Italia fa la sua parte. All’interno del piano di investimenti lanciato dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il premier Matteo Renzi ha annunciato un corposo contributo di 8 miliardi di euro. 

I soldi saranno messi a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti e non confluiranno nel Fondo Strategico per gli investimenti. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha spiegato che «l'idea generale è di far confluire le risorse in piattaforme di investimento che sono di interesse nazionale, anche se c'è chiarezza sul fatto che i criteri di allocazione dei fondi del piano Juncker non devono essere di tipo geopolitico».

Sempre a detta del ministro le risorse utilizzate per il cofinanziamento di progetti che riguarderanno le nostre imprese e che sono selezionati dal board del Fondo e dalla Banca europea degli investimenti. Il piano è quello di rilanciare gli investimenti in Europa e, insieme alle nuove regole sulla flessibilità dei conti, è chiamato a spostare l’accento sul rilancio dell’economia. Il Fondo strategico europeo aspira a raccogliere 315 miliardi da privati e dai governi grazie ai 21 miliardi di garanzie messe insieme dalla Commissione Ue e dalla Banca europea degli investimenti. La priorità andrà al finanziamento di progetti di eccellenza e che non riescono a raccogliere fondi di investitori privati.

 

 

Il Fondo sarà gestito da uno Steering board, il comitato guida, e da una Commissione per gli investimenti che selezionerà i progetti da finanziare. Per assicurare l’imparzialità e l’assenza di un’influenza politica, entrambi gli organismi saranno composti esclusivamente da funzionari di Bei e Commissione Ue.

 

 

L’Italia è il quarto paese che decide di versare un proprio contributo all’Efsi, Fondo europeo per gli investimenti strategici, dopo Germania, Francia e Spagna che, sempre passando dalle casse nazionali, hanno annunciato rispettivamente 10,8 e 1,5 miliardi. In autunno l’Italia aveva presentato una lista da 240 miliardi, ma lo scorso mese ha corretto il tiro, puntando su 14 progetti dal valore complessivo di circa 20 miliardi, obiettivo più realistico visto che la potenza di fuoco di 315 miliardi dell’Efsi sarà spalmata su tutta l’Europa.

 

L’Italia, fa sapere il premier,  nelle sue proposte darà la precedenza a progetti per infrastrutture di trasporto ed energia, per il sostegno alle Piccole e medie imprese e all’economia digitale. 

  • ebiten nazionale
  • formazienda
  • fidicom asvifidi