sabato 30 luglio 2016

SISTEMA IMPRESA

31-03-2015

Cresce la fiducia delle imprese

Dati migliori dal 2008. Tazza: «Segnali positivi che vanno stabilizzati»




Fiducia delle imprese per settore


A marzo la fiducia delle imprese è in ''deciso miglioramento'': sale a 103 da 97,5 di febbraio, toccando il livello più alto da luglio 2008.

La crescita riguarda tutti i settori.

La manifattura passa a 103,7 da 100,5 segnando un record da giugno 2011 migliorando sia i giudizi sugli ordini sia le attese di produzione.

Nelle costruzioni l'indice passa da  108,5 a 116,0 e il progresso riguarda i giudizi sugli ordini, piani di costruzione e le attese sull'occupazione.

Per i servizi di mercato la fiducia cresce da 100,4 a 108,1 e per il commercio al dettaglio da 101,0 a 103,0.
Questa la situazione registrata da Istat.

 

 

Fiducia dei consumatori


Anche la crescita della fiducia dei consumatori porta l'indice al livello più alto da quasi 13 anni (maggio 2002).

Sono in ''lieve aumento'' anche le attese future sull'economia.

Altri segnali positivi arrivano dai giudizi e dalle attese sulla dinamica dei prezzi al consumo che sono in ''leggero miglioramento''.

Quanto alla situazione personale, a marzo sia i giudizi che le attese sulla situazione economica della propria famiglia sono più ottimistici.

 

 

Fiducia occupazione


Migliorano i giudizi sulla situazione economica del Paese e le aspettative sulla disoccupazione con una crescita in particolare della quota di coloro che si attendono una diminuzione lieve di quest'ultima (saliti al 36,6% dal 32,6%).

 

 

Commento del Presidente Tazza


«Che l’Istat abbia documentato una crescita della fiducia delle imprese è certamente da considerarsi come un dato positivo. Non tanto il balzo in avanti rispetto al mese scorso, quanto la lieve ma costante crescita dell’aumento. L’economia risente molto dell’umore dei suoi attori ed è pertanto auspicabile che questo ottimismo si mantenga stabile. Realisticamente dobbiamo pensare che ci saranno momenti di euforia e momenti in cui invece la situazione sembrerà più stabile. Ad ogni modo, dobbiamo fare i conti con una situazione che è e resta delicata e  che necessita di maggiore determinazione e vigore nel portare avanti quelle riforme che dovrebbero assicurare la stabilità dei mercati. Il comparto industriale ha ritrovato un po’ di fiducia, ma ci sono altri settori che ancora sono fortemente in difficoltà: l’ottimismo dell’industria contrasta con lo stallo del commercio. Lo stesso Istat qualche settimana fa parlava di una previsione di spesa per i prodotti alimentari ridotta, benché l'indice destagionalizzato per le vendite al dettaglio risulta cresciuto dello 0,1% rispetto a febbraio.

Occorre lavorare anche sulla fiducia delle famiglie e per farlo è necessario restituir loro prospettive di rilancio del potere d'acquisto e di crescita dell'occupazione». 

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